E’ stata inaugurata sabato 4 febbraio 2017 al Caffettiamo Photo Room in corso del Popolo 206, Rovigo, la mostra fotografica “Dettagli urbani, linee, forme e colori” di Roberto Bottari.
In questa esposizione di particolari di città c’è la raccolta di una vita, partendo da Rovigo per andare in Basso Polesine, a Latina e per finire a New York, ed in altri luoghi, dove le linee le forme ed i colori la fanno da sovrani.

Ricordando il grande maestro Henry Cartier Bresson, Roberto Bottari segnala che oltre alla mente, gli occhi ed il cuore ci aggiunge i piedi, girando vicino e lontano, spostandosi per lavorare sulla distanza focale, cercando tasselli da incastrare.

Regna il colore ed anche qualche bianco-nero nei particolari di sedie impilate, carrelli della spesa incastrati, marciapiedi, muri, sportelli di attacchi del gas, vetrate, particolari di architettura urbana solcata dall’incrocio delle nuvole che formano una tenda, ombre di cartelli stradali, di alberi, di un vissuto non vissuto, in cui la presenza umana è assente, ma è segnalata dall’ombra del bucato steso, forma allungata sul muro colorato.

Nella photo room al piano superiore del bar Caffettiamo sono esposte le fotografie di dettagli con stampa opaca ed un passepartout nero di cartone pressato: l’effetto visivo è buono, dà un armonico contrasto e rende i particolari più evidenti, mentre scendendo le scale sempre accompagnati dalle opere del fotografo possiamo trovare una piccola raccolta di street photography su New York, coloratissima, perchè la vita è colorata, mi spiega l’autore.

dettagli urbani roberto bottari (3)

La storia della fotografia in questo ambito parte nel lontano 1827 con la “Veduta dalla finestra a le Gras” di Nicepore Niepce, con un tempo di esposizione lunghissimo, per arrivare a momenti più recenti con Gabriele Basilico, ed odierni con Luca Campigotto, Olivo Barbieri, Martin Parr, e la sezione fotografica di Arte Fiera a Bologna ne propone una buona visione.

Inoltre il movimento inglese Urbex che è la forma contratta delle parole inglesi Urban Exploration, racconta attraverso le immagini, la storia di quel luogo, tramite il silenzio dell’ambiente per tramandare una memoria che altrimenti svanirebbe, diventa lo stimolo per molti fotografi contemporanei, come Bottari che va a scoprire curiosità, scorci celati, luoghi abbandonati dando luce e spessore ad elementi che non sappiamo fissare per cui andrebbero persi.

Roberto Bottari coltiva la fotografia come hobby nel 1970 e dieci anni dopo inizia ad esporre in collettive e mostre personali, collaborando con enti pubblici ed associazioni culturali con una raccolta sul ceramista Xanto Avelli, sul pittore veneto Mattia Bortoloni e sullo scultore polesano Virgilio Milani, poi Minelli 100 anni dopo, Rovigo tra ‘800 e ‘900, Palladio e Palladianesimo e tutte le mostre sul Polesine, esposte in molte località venete e non.

Mi piace questo diverso occhio fotografico per trovare una originalità nel nostro territorio, già anticipata con la rassegna “Asfalti“ esposta anche a Parigi, in una collettiva internazionale; ci sono tanti fotografi ora e dare una chiave di lettura diversa non è facile.

Credo che Bottari ci sia riuscito ed i suoi scatti lo dimostrano: c’è una giusta distanza, un bel colpo d’occhio, un nascosto impegno emozionale, un pensiero curato….forse mi piacerebbe anche un tempo di attesa per una presenza viva, anche un gatto, per dare realtà e non astrazione.

La mostra è visitabile ancora per molti giorni, poi la location sarà una futura sede per altre esposizioni fotografiche. Buona visione e buona luce.

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