“Io sto con la Boldrini”… un’affermazione che mi lascia perplesso e che racchiude in se una semplificazione pericolosa. E’ l’esempio più recente di una serie pressoché illimitata di “io sto con …” che tra le altre cose vede le persone appoggiare acriticamente cose e opinioni in antitesi tra loro. Da un lato questo atteggiamento rappresenta l’adesione ad un modello di sottocultura che spinge a non pensare, a non riflettere in  modo autonomo e a preferire opinioni, espressioni e pensieri già pronti. Magari formulati dai media che hanno motivazioni precise e fini propagandistici. L’importante è non faticare: c’è il cibo precotto, il centro commerciale-cornucopia dove si trova tutto e per di più con la consolazione dell’aria condizionata ed ora ci sono anche le opinioni pronte all’uso, nella nostra povertà intellettuale ci sembrano persino eleganti… le facciamo nostre con un briciolo di orgoglio, le esibiamo come un paio di scarpe firmate. Ma c’è un altro aspetto sul quale riflettere: indiscutibilmente alcuni degli attacchi che la Presidente Boldrini ha subito non sono in alcun modo accettabili, sono affermazioni idiote, razziste, maschiliste e per di più prive di qualsiasi fondamento critico, a fronte di queste invettive, tuttavia, una parte dell’opinione pubblica (con la complicità dei media di regime) piuttosto che prendere posizione netta per far cessare questo fenomeno individuando i responsabili che andrebbero sanzionati con severità, preferisce dar prova di insospettabile empatia e procede nella beatificazione della Presidente e ne fa un’icona del bene e del buono. La Presidente Boldrini è stata oggetto di attacchi da censurare, ma questo non toglie che nei fatti sia forse il peggior presidente della camera della storia repubblicana. Ha dato prova più volte di scarsissima cultura giuridica, di inaccettabile faziosità nel dirigere il dibattito parlamentare, di gestione disinvolta del denaro pubblico nonostante le condizioni economiche in cui versano milioni di cittadini, di opinioni quanto meno opinabili circa le reali implicazioni dei fenomeni migratori e delle loro conseguenze. L’abbiamo vista, si tratta di un triste spettacolo, utilizzare il regolamento come una clava, tacitare chi evidenziava l’inaccettabile presenza nelle fila dei parlamentari di soggetti condannati per difendere dire una presunta “formalità” ed un decoro che nei fatti sono negati in modo evidente. E’ la presidente che espelle chi chiede che “i ladri escano dal Parlamento” ma accetta serenamente che proprio quei ladri siano legislatori e decidano del futuro di milioni di persone.

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