Per la prima volta nel parco di Villa Nani Mocenigo a Canda sono arrivati i “Volosi”, un quintetto d’archi polacco composto dai fratelli Krzysztof e Stanislaw Lason rispettivamente al violino e al violoncello, Zbigniew Michalek al violino, Jan Kaczmarzyk alla viola e Robert Waszut al contrabbasso, una formazione di livello internazionale.

Un’ora e mezza di musica variegata, con diversità ritmica e proposte musicali di virtuosismo sorprendente, alternando danze come la czarda a melodie più malinconiche, passando dalle Quattro Stagioni di Vivaldi al tango di Astor Piazzolla, al jazz, alla musica klezmer in un mix vorticoso per non dire esplosivo.

La velocità del violino dominante, con un gioco di grande abilità del braccio destro nel muovere l’archetto in su e in giù sulle corde, o un un vibrato battuto vicino al ponticello, o il battere la mano aperta sulle corde del contrabbasso, riporta alla mente feste tzigane e le corse dei cavalli nella puszta e mentre ascolti la loro musica lo visualizzi mentalmente.

I brani suonati perdono ogni categorizzazione e riconoscibilità con il quintetto Volosi in cui la musica popolare polacca e della regione carpatica, coi suoi ritmi frenetici ed i duelli apparenti tra musicisti che usano tutti strumenti elettrificati in un reading musicaleggiante un po’ orientale, con influenze magiare o mongole, poi quasi rock, ma dolcemente unite a vocalizzi, in un andamento circolare crescente, che poi prende una pausa e apparentemente si ferma, e poi si riprende, facendo uscire un mix completamente nuovo, travolgente, ossessivo, un crogiolo di sensazioni ed emozioni. I cinque musicisti suonano a livelli eccelsi e ciascuno è uno strumento solista, in apparente competizione con gli altri pur suonando insieme, si incalzano l’un l’altro, rallentano, diventano uno solo, poi si sovrappongono, prima uno, poi l’altro, poi tutti; gli strumenti appaiono stregati e con gli archetti incrociati in alto come spade, travolgono tutto di ritmo e di colore.

Alla fine del concerto il pubblico è entusiasta ed applaude ininterrottamente; I virtuosi Volosi eseguono due bis ed il pubblico si alza  in piedi, in un’ovazione infinita e qualcuno balla al ritmo vorticoso della musica.

A parte il solista del violoncello tutti gli altri musicisti suonano in piedi con una postura a gambe larghe, aperte in avanti, e terminano l’esibizione con un “HEI” urlato, riscuotendo un grande successo per le musiche suonate ma anche per la passione e l’entusiasmo con cui l’hanno fatto.

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