Si dice che a Rovigo non si fa nulla, ma non è proprio così: dopo Rovigoracconta, Rovigo Cello City, il festival di teatro Opera Prima, il Deltablues, ora la città ospita “Wallabe”, prima edizione dello “Street Art Festival” dal 17 al 26 settembre.

Arte di strada con un occhio all’ambiente

“Wallabe” un progetto che coniuga arte, cultura, urbanistica, formazione ed educazione, e coinvolgerà il quartiere Commenda con un occhio all’ambiente.

Questa prima edizione avrà come scenario il quartiere Commenda, uno dei luoghi a più alta frequentazione giovanile, in cui sono concentrati sia il polo scolastico, sia la maggior parte degli impianti sportivi più importanti della città, come il campo di atletica, lo stadio di rugby, il pattinodromo e il palazzetto dello sport. L’idea è di avviare per la prima volta un processo di rigenerazione urbana col coinvolgimento attivo sia delle strutture, sia di chi le frequenta. Infatti, gli studenti ed alcune aziende locali saranno i protagonisti del cambiamento, contribuendo alla realizzazione delle opera di connessione alla rete ecologica urbana a fianco di artisti famosi.

Il festival prevede interventi di opere pittoriche sui muri del palazzetto dello sport, sulla parete del liceo “Celio-Roccati” che si affaccia sul Pattinodromo delle Rose, sul muro di recinzione del polo scolastico delle scuole medie “Bonifacio”, sul muro dello spogliatoio allo stadio “Battaglini”, al campo Coni e sul muro di recinzione del parco Maddalena e nella piazza Cepol.

Ciò che contraddistingue questo Festival è l’esclusivo utilizzo di vernici abbinate a nanotecnologie d’avanguardia, capaci di “mangiare” smog. L’applicazione di un particolare strato di prodotto sulle opere realizzate, infatti, garantisce la capacità di cattura e annullamento degli inquinanti atmosferici per effetto della fotocatalisi. Da una prima stima, la capacità di pulizia dell’aria di tale tecnologia sarà pari a 50 alberi di grande fusto, per una superficie totale di intervento pari a circa 500 metri quadrati. L’innovazione del progetto sarà oggetto di certificazione da parte di un laboratorio universitario che ne attesterà in maniera scientifica i benefici indotti.

Artisti locali e star internazionali

Gli artisti presenti sono Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo per il “Celio Roccati”, Run, artista italiano di base a Londra, per il palazzetto dello sport, e Luca Vallese, artista nostrano, in arte Zentequerente, alla scuola media “Giovanni Bonifacio”.

Inoltre il 19 settembre nella Pescheria Nuova verrà inaugurata alle ore 18.00 la prima mostra di Street Art in città, con pezzi concessi dalla Don Gallery di Milano, che si occupa di  urban art, graffitismo, pop surrealismo e lowbrow art.

Attraverso percorsi laboratoriali di alternanza scuola-lavoro, gli studenti del liceo artistico contribuiranno alla realizzazione delle opere murarie sui muri di recinzione delle scuole e di una parete all’interno dell’impianto sportivo di rugby. Gli studenti della scuola edile realizzeranno gli interventi per ripristinare muri e pareti che fungeranno da tela agli artisti. E’ previsto anche il coinvolgimento degli studenti del conservatorio “Francesco Venezze”, che realizzeranno un momento di accompagnamento musicale (trekking urbano sonoro) dal centro ai luoghi del festival, il 26 settembre dalle 18.30 per la restituzione dei muri alla città.

Il progetto è aperto anche ad aziende locali, che contribuiranno in forma di sponsorizzazioni o partnership tramite prestazione di servizi, ad associazioni culturali e ambientaliste per animare e diffondere conoscenza sull’importanza della connessione uomo-natura anche in un contesto urbano e ad ulteriori partnership.

E per brindare al festival la birra Wallabe, venduta al costo di 5 euro, la cui lattina decorata è una opera d’arte da conservare. Quindi buon festival Wallabe, il festival del Presente e del Futuro.

I promotori di “Wallabe”

L’iniziativa vede la collaborazione della Fondazione Rovigo Cultura e come sponsor principale la Fondazione Cariparo. La direzione artistica del progetto è affidata a Federica Sansoni, che ha saputo creare un team di professionisti uniti nel creare una identità artistico culturale integrata.

L’assessore all’Innovazione, Luisa Cattozzo, ha spiegato il significato del termine stesso, che gioca sui termini inglesi “Wannabe” (voler essere) e “Wall” (muro): “Come dice il nome Wallabe, ossia l’aspirazione a diventare qualcosa, è la città che aspira ad uscire dai propri confini di città piccola, ma che può ambire a trovare un proprio spazio anche in un contesto internazionale. Il festival infatti ospiterà artisti di fama internazionale che lavoreranno sullo stesso piano con artisti emergenti locali e con gli studenti delle scuole superiori, coinvolti massivamente nel progetto. Ringrazio tutti perché si sono resi disponibili a tentare di sperimentare questa innovazione”.

Il progetto Wallabe Street Art Festival vuole essere l’occasione di ripensamento dell’importanza del ruolo attivo di tutti noi nei processi che condizionano la qualità dell’ambiente in cui viviamo e propone un approccio innovativo culturale, con la street art abbinata all’innovazione tecnologica, e l’utilizzo di nanotecnologie mangia-smog.

Il Festival diventa così momento di riflessione, di condivisione e di connessione tra i diversi portatori di interesse di uno spazio vissuto da tutti, proponendosi come un’iniziativa a cadenza annuale, itinerante nei quartieri e nelle frazioni della città, connettendosi alla rete dei parchi naturali e stimolando la nascita di veri e propri distretti creativi.

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