La biografia di Gianfranco Scarpari
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Gianfranco Scarpari, vita di un uomo dai tanti volti

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Gianfranco Scarpari, vita di un uomo dai tanti volti

Testo tratto da: "Gianfranco Scarpari, una vita narrata. Scritti e testimonianze" Apogeo Editore, Adria (RO), 2009

Autore: Michelangelo Bellinetti

Gentiluomo di raffinati interessi, Gianfranco Scarpari di Prà Alto si laureò in ingegneria civile e intraprese subito la libera professione non tralasciando le passioni che sempre lo accompagnarono: la musica e la letteratura. Liberale non solo per scelta politica quanto per naturale educazione, si impegnò politicamente nel tempo più difficile per Adria e per il Polesine. Non rimase estraneo al dibattito che si aprì all’indomani dell’alluvione del 1951, drammatico prologo di una lunga stagione scandita da tante incertezze ambientali, dall’esodo di migliaia di polesani, dall’emarginazione sociale. Sostenne, allora, il dovere di salvare la terra riscattata dalle grandi bonifiche anche a costo di duri sacrifici e nel contempo indicò la necessità di aprirsi verso nuove dimensioni sociali dentro prospettive più vaste così come i rinnovati equilibri europei e il maggiore sviluppo economico suggerivano.

E quello fu il tempo in cui il suo impegno civile divenne responsabilità pubblica: consigliere comunale di Adria, segretario provinciale del Partito liberale, consigliere di istituti bancari, rappresentante di sodalizi e di circoli culturali.

La passione per la sua terra e l’attenzione per la sua gente lo portò fatalmente a ricercare le ragioni più profonde che legano il carattere dei polesani al senso della civiltà espressa tra Adige e Po. E fu a quel punto che Gianfranco Scarpari si scoprì scrittore. Sulle prime si misurò sui giornali e sulle riviste, poi le sollecitazioni di lettori e di amici lo portarono a scrivere testi più compiutamente organici. Il primo libro fu “Le Ville Venete”, edito nel 1980: storia e analisi delle testimonianze architettoniche più alte tra il Quattrocento e il Settecento nel nostro territorio. Nello stesso anno licenziò “La casa rustica in Polesine”: studio approfondito e amorevole sulle realizzazioni edilizie, forse minori dal punto di vista estetico ma certamente molto significative sul piano dell’evoluzione sociale. Tre anni più tardi fu la volta di “Il Delta del Po natura e civiltà”, un inno alla portentosa realtà dominata dal grande fiume. Poi scrisse e curò “Le ville della provincia di Rovigo” e, infine, “Vivere nel Delta” con le immagini di Fulvio Roiter. Catturato, come dice Toni Cibotto, dal fascino della scrittura, a quel punto Gianfranco Scarpari si è cimentato su di un’altra armonia espressiva, vale a dire ha incominciato a scrivere una serie di opere in chiave autobiografica destando l’interesse della critica letteraria.

Ed ecco, allora, “La casa là” del 1993, “I piccoli peccati” del 1995, “Valzer imperiale” del 1998, “Gli alberi della memoria” del 2000, “Gli anni della cornacchia” del 2002 e “Una corsa nel tempo” del 2004, vincitore del premio nazionale “Settembrini”.

Sono tutti libri di memorie, memorie che Gianfranco Scarpari ha filtrato attraverso l’ordito mediato dal tempo. La fantasia lungo quelle pagine altro non è che una concessione elargita dalla trasfigurazione del ricordo.

Con i testi dedicati alla civiltà territoriale ed all’architettura veneta, questi libri di ricordi testimoniano in modo perfetto il carattere di Gianfranco Scarpari, ciò che per lui rappresentò – al di là della dedizione alla famiglia – la sua identità più profonda.



Alleghiamo il link di un evento tenuto al Teatro Ferrini di Adria nell'anno 2009

Presentazione del libro "Gianfranco Scarpari, una vita narrata - Scritti e testimonianze" di Apogeo Editore, a cura della famiglia Scarpari.

Relatori: Antonio Lodo e Giovanni Battista Scarpari.

Letture di Cesare Lamantea.

Accompagnamento musicale di Aureliana Baruffa e Filippo Trevisan.

 

https://www.youtube.com/watch?v=nSrTExJz7m0