La nuova edizione de LA DONNA DEI FILI
Leggi l'articolo

- I LIBRI DI APOGEO
- |
- Notizia pubblicata giovedì 23 maggio 2024
- |
- Scritto da Redazione
"Credevo che il mio libro più sofferente fosse La malattia chiamata uomo, perché è una confessione pubblica, una esibizione delle proprie miserie e dei propri fallimenti, ma col senno del poi devo ammettere che il libro che mi costa di più (sul piano psicologico, culturale, personale) è questo, La donna dei fili: le donne cominciano a leggerlo con ostilità e finiscono con rancore.
M'è capitato di trovarmi al cinema, nel buio, e di sentire dei passettini arrivare dietro di me, erano due spettatrici in ritardo, si sistemano alle mie spalle, e svolgono questo dialoghetto: “M'hai riportato il libro di Camon, La donna dei fili”?, “Sì, dopo te lo do”, “Che te ne pare?”, “Non capisce proprio niente”.
Sono uscito prima che si riaccendessero le luci. La mia opinione è che quelle lettrici si aspettassero il racconto di un'analisi femminile intellettuale o intellettualoide, ammiccante, complice, che strizza l'occhio alle lettrici e se le fa amiche. Invece è, o cerca di essere, un racconto esplorativo, che scende nell'inconscio femminile come in un buio dove due righe prima non vedi due righe dopo, un racconto dove chi ascolta si sorprende di quello che sente, e quello (quella) che parla si sorprende di quello che dice.
Una psicanalisi in atto, in fieri, è una continua sorpresa, e La donna dei fili è un romanzo sorprendente anche per me che l'ho scritto. A partire dal primo capitolo, “La seduta della sciarpa”. Ho imparato molto ascoltando le donne che mi raccontavano questi spezzoni delle loro analisi. E ho imparato mettendoli per iscritto. Era un tentativo di liberarmene. Ma ora lo so: non me ne libererò mai".
Il libro è disponibile sul sito della casa editrice remweb.it, sui principali store online e in molte librerie del Veneto. Ogni libreria sul territorio nazionale, se sprovvista, lo può ordinare.
In copertina: Angelo Jank, La femme au perroquet (1898), part., rawpixel.com
Il primo romanzo di Camon uscì in Italia con una appassionata prefazione di Pier Paolo Pasolini e fu subito tradotto in Francia per interessamento di Jean-Paul Sartre. Camon si definisce “narratore della crisi”: ha raccontato la crisi e la morte della civiltà contadina (nei romanzi Il Quinto Stato, La vita eterna, Un altare per la madre, premio Strega, Mai visti sole e luna, nelle poesie Liberare l’animale, premio Viareggio, e Dal silenzio delle campagne), la crisi che si chiamò terrorismo (Occidente), la crisi che porta in analisi (La malattia chiamata uomo, La donna dei fili, Il canto delle balene) e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (La Terra è di tutti). La malattia chiamata uomo fu recitata a Parigi al teatro L’Aquarium per 4 anni consecutivi. Il regista Claude Miller ne ricavò un film. Camon ha lavorato nel primo Centro Anti-Droga, che aveva sede a Padova, e l’ha raccontato nel libro La droga discussa con i ragazzi. I suoi romanzi più recenti sono La cavallina, la ragazza e il diavolo e La mia stirpe. È tradotto in 25 paesi. In Francia, Gallimard ha tradotto tutte le sue opere in prosa e in versi. Nel 2019 è uscito il suo Dialogo sul Comunismo con Pietro Ingrao, che Ingrao aveva bloccato per 25 anni. Ed è uscito il pamphlet A ottant’anni se non muori t’ammazzano, contro l’opzione di non curare i malati troppo anziani. Nel 2022 Apogeo ha ripubblicato Occidente nella stesura definitiva e nel 2023 la raccolta di poesie Son tornate le volpi. Le sue opere sono pubblicate anche in edizioni per ciechi, in Italia e in Francia. Nel 2016 sono state raccolte in 16 ebooks e gli è stato assegnato il premio Campiello alla Carriera. Dal 2021 è in corso la pubblicazione delle sue opere in forma di audiolibri presso la casa editrice Il Narratore, ne sono già usciti otto.