Arriva in edicola e in libreria il 32° numero di REM
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Arriva in edicola e in libreria il 32° numero di REM

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Arriva in edicola e in libreria il 32° numero di REM
Arriva nelle edicole della provincia di Rovigo e alle librerie Libri Appesi e Mondadori di Adria e Ubik di Rovigo (Piazza Vittorio e Fattoria) il nuovo numero di REM Ricerca Esperienza Memoria, il trentaduesimo della serie avviata nel 2010.

La prima presentazione si terrà a Sottomarina, sabato 16 marzo, con “quattro passi per Marina Vecia” tra le calli del quartiere storico.

La passeggiata prevederà delle soste in luoghi storici della città, dove alcuni autori degli articoli presenteranno le novità del nuovo numero, con una guida che illustrerà i luoghi salienti del quartiere.

Evento gratuito, a numero chiuso.

Iscrizione obbligatoria qui


Riportiamo l'editoriale che apre questo numero della rivista e che è dedicato alla figura di Giacomo Matteotti, di cui in quest'anno ricorre il centenario dalla scomparsa:

"Cento anni fa, il 10 giugno 1924, un commando fascista rapiva e massacrava Giacomo Matteotti. La colpa del politico socialista era stata quella di aver denunciato in Parlamento i brogli elettorali che avevano caratterizzato le recenti elezioni, avvenute in un clima di violenza e di intimidazione che avevano favorito ovviamente il partito fascista. 

Il nostro Paese si prepara a celebrare l’anniversario con diverse manifestazioni e diversi libri in uscita; il Polesine in particolare, terra d’origine di Matteotti, sarà in prima fila con tutta una serie di eventi. Anche noi di REM contribuiremo al ricordo: la nostra casa editrice, infatti, ha pubblicato nel mese di febbraio un volume di Diego Crivellari e di Francesco Jori, che verrà presentato in diverse sedi e che offrirà un importante approfondimento sulla figura e l’opera di Giacomo Matteotti. 

Ma al di là delle celebrazioni, degli eventi e delle pubblicazioni, crediamo che il valore di questo personaggio e del fatto storico che lo ha visto, purtroppo, protagonista, sia essenzialmente simbolico ed educativo; quell’assassinio, infatti, rappresenta un esempio della prevaricazione assassina di chi vuole occupare lo stato e non servirlo, di chi intende la violenza come costitutiva dell’azione politica, di chi non accetta la critica né il dibattito pubblico. 

Elementi che, secondo noi, non sono semplicemente confinati nelle pieghe della storia, ma sono presenti oggi in molte democrazie occidentali e non solo che stanno scivolando sempre più fuori dalle strutture culturali e politiche che dovrebbero caratterizzare una vera democrazia. 

In ambito giornalistico si usa spesso un termine non bello, ma significativo (e tra l’altro di origine antica, visto che deriverebbe dall’antica Roma): “democratura”: cioè un sistema misto tra uno stato formalmente democratico ma intimamente autoritario: gli esempi, oggi, sono molti, e non occorre certo citarli perché ormai li conoscono tutti. Purtroppo in questo clima anche paesi oggi non definibili come “democrature” possono presentare singulti di autoritarismo o di inquinamento di una sincera democrazia; proprio per questo la figura di Giacomo Matteotti è di grande attualità e deve essere studiata, compresa e fatta conoscere ai giovani che si affacciano alla vita democratica: sono loro che dovranno tenere viva la democrazia e contrastare in ogni forma l’idea che la forza e il pensiero unico siano una soluzione dei problemi della nostra società".



La Storia di copertina è dedicata ai "25 anni di Ca' Cornera", la Stazione di sosta nel Delta del Po nata dall'intuizione di Giampaolo Gasparetto e dei suoi tanti amici e collaboratori, che nel tempo è diventata il punto di riferimento per tante importanti iniziative nel mondo dell'arte, della letteratura, della musica e si è caratterizzata anche per una eccellente offerta gastronomica legata soprattutto ai prodotti del territorio. Così inizia l'articolo di Vainer Tugnolo:

"Ci sono luoghi che, per la storia che rappresentano o per il paesaggio in cui sapientemente si inseriscono, sembrano governare il tempo, pur conservando lo spirito del passato. Ce ne sono altri che, per il respiro dei racconti che hanno prodotto o per le persone che li vivono e frequentano, finiscono per appartenere ai viaggiatori, agli esploratori, in fondo a ciascuno di noi.

La vecchia corte agricola di Ca’ Cornera, elegante punto di riferimento della campagna polesana che aderisce ad entrambe le categorie, si trova lungo la striscia di territorio che il ramo principale del Po si è portato con sé dopo il Taglio di Porto Viro del 1604. Il nuovo canale aperto dagli idraulici della Serenissima misurava circa sette chilometri, cioè la distanza che separava il taglio dalla nuova foce: quella che sarebbe divenuta la località di Ca’ Cornera si trovava dunque nel mezzo dell’allora Sacca di Goro, un reticolo di isole su cui, è facile immaginare, si incrociavano il graffio dei canti sgraziati degli aironi e il sibilo, trasparente e pulito, delle beccacce di mare.

Oggi la Stazione di sosta, in passato rustico appartenente alla famiglia veneziana dei Corner, è inserita all’interno della fascia delimitata dal corso principale del Po, a ovest, e la Provinciale realizzata negli anni Sessanta del secolo scorso, verso est: un corridoio di terreni coltivati e di corti agricole sorte soprattutto nel corso dell’Ottocento, un paesaggio orizzontale che scintilla di acqua dolce e profuma di aria salata".



In questa pagina il sommario completo del nuovo numero di REM, acquistabile anche su questo sito.