fbevnts I custodi di Porto Caleri
Vai al contenuto della pagina

I custodi di Porto Caleri

Sottotitolo non presente: I custodi di Porto Caleri

Leggi l'articolo

  • Pubblicazione: 24 lug 2026
  • |
  • Scritto da Redazione

Porto Caleri è una delle perle più preziose e selvagge del nostro litorale. Un'oasi naturalistica senza strutture balneari, dove la natura detta le regole e il Giardino Botanico attira ogni anno migliaia di turisti alla ricerca di una bellezza incontaminata. Ma anche il paradiso ha bisogno di custodi. Lo sa bene Stefano Forzati che, con il suo gruppo di volontari "IoRaccolgo", ha trasformato l'amore per la propria terra in un'azione concreta e quotidiana di pulizia. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare questa bellissima realtà.

Stefano, partiamo dall’inizio. Come e quando nasce il tuo rapporto con Porto Caleri?

Ad un certo punto della mia vita, dopo un periodo particolarmente intenso, fra appuntamenti, clienti, collaboratori da coordinare, mi sono accorto un po’ alla volta che non era quella la vita che sognavo. Passando da queste parti ho conosciuto il posto, quasi per caso, e ho cominciato a sfruttare ogni momento libero per venire qui a ricaricarmi. Poi l’incontro con una amica francese, che aveva già avuto esperienze di attivismo ambientale in Grecia, mi ha letteralmente cambiato la vita. Ho capito che non si può vivere stringendo i denti per 5-6 giorni alla settimana, senza soddisfazione e amore per quello che si fa. Con il lockdown poi la scelta di lasciare la vecchia vita per la nuova è stata naturale.

Cosa è per te Porto Caleri?

Caleri è un insieme di emozioni, colori, natura, profumi, conoscenze, amici, soddisfazioni, delusioni, gioia… Vivere i cicli delle piante, la fioritura del ravastrello, dell’enotera, passando dall’elicriso al tamericio, dalla salicornia al limonium… l’area dove mi ritrovo è sempre la stessa ma ogni giorno ti regala qualcosa di nuovo e speciale, oltre alle conoscenze e amicizie speciali..

Come hai fondato il gruppo “IoRaccolgo”?

Le cose sono andate molto gradualmente, in modo naturale. Porto Caleri è un luogo magico, ma le mareggiate e purtroppo l'inciviltà di pochi portano spesso a riva grandi quantità di rifiuti, soprattutto plastica. Non potevo stare a guardare. Ho iniziato a raccogliere da solo, ma in breve tante persone si sono unite a me e ad oggi siamo un piccolo gruppo di raccoglitori ma soprattutto di amici. Ci siamo dati un nome: “Ioraccolgo”, che sintetizza la nostra azione sul territorio, poi Eleonora, una ragazza svizzera in vacanza qui, ha aperto le pagine social su Facebook e Instagram che ad oggi hanno circa 1.500 followers e in estate raggiugono le 30.000 views, segno di attenzione e interesse per l’ambiente. Poi è arrivata Chiara, che ha cominciato (e continua) a gestire la pagina; e, ancora, si sono aggiunti Alberto e Michele; loro sono i fedelissimi, fondamentali in tutto quello che facciamo.
Il gruppo è affiliato al WWF di Rovigo e ha aderito all’iniziativa nazionale Adopt a Beach, prendendo ufficialmente l’impegno di mantenere pulito l’ultimo chilometro e mezzo del litorale di Porto Caleri e di monitorare la tipologia di rifiuti raccolti attraverso periodiche segnalazioni sulla piattaforma apposita creata dal WWF. A questo proposito ricordo che l’anno scorso abbiamo anche partecipato alla campagna ambientale che Calzedonia ha voluto iniziare proprio a Porto Caleri con il nostro gruppo. Inoltre, da metà marzo a fine giugno seguiamo la nidificazione del fratino. Per tutto questo non voglio dimenticarmi di ringraziare Eddi Boschetti, presidente del WWF Rovigo, che ci ha sempre sostenuto.
Ad oggi i volontari di “Ioraccolgo” provengono da Adria, Padova, Vicenza, Trento, Milano; ci sono insegnanti, impiegati, pensionati, liberi professionisti, ragazzi, adulti; persone che trascorrono qui qualche giorno di vacanza e condividono l’amore per questo angolo di paradiso dedicando parte del tempo alla pulizia. Non ci sono regole, non c’è tesseramento, non ci sono giornate particolari dedicate alla raccolta se non a inizio e fine stagione. Chiunque arrivi con il suo sacchettino di rifiuti raccolti è idealmente parte di questo gruppo.

I social network, come i vostri gruppi Instagram e Facebook, che ruolo giocano in tutto questo?

«Aumentano la visibilità, ma non servono per metterci in mostra, ma per fare rete. Attraverso le foto del "prima e dopo" mostriamo l'efficacia del nostro lavoro, sensibilizziamo chi ci segue e, soprattutto, accogliamo nuovi volontari. Tanta gente ci scrive dicendo: "Ho visto quello che fate, la prossima volta voglio esserci anche io". La tecnologia ci aiuta a trasformare i 'like' in azioni reali sulla sabbia.»

Come descriveresti la collaborazione con il Comune di Rosolina e l’Ente Parco del Delta del Po?

La collaborazione pubblico-privato esiste in molti ambiti, si pensi ad esempio nella sanità (croce Verde e Rossa), nell’assistenza agli anziani, nel sociale… e anche qui le cose non sono diverse. Esiste una sinergia: coi volontari puliamo la spiaggia dai rifiuti più ordinari ma per i rifiuti più pesanti o ingombranti li accatastiamo in un punto concordato dove il Comune e l’Ente Parco intervengono con i loro mezzi per il ritiro e smaltimento.

Questo dimostra che la sinergia tra pubblico e privato non solo è possibile, ma è vincente. Credi che il vostro modello sia replicabile in altre zone d'Italia?

«Assolutamente sì, ed è il mio augurio più grande. Spesso i cittadini si lamentano delle istituzioni e le istituzioni si sentono sole nel gestire territori immensi. Noi abbiamo dimostrato che quando i privati offrono braccia e passione, e la parte pubblica risponde con logistica e supporto, si crea un circuito virtuoso. Questo modello può essere esportato in qualsiasi spiaggia, parco o bosco d'Italia. Serve solo la voglia di fare il primo passo.»

Nel vostro percorso avete notato un cambiamento nell'atteggiamento dei turisti e dei frequentatori abituali di Porto Caleri?

«Sì, e questa è una grande soddisfazione. Abbiamo notato che da quando la spiaggia è visibilmente più curata, le persone tendono a sporcare molto meno. C’è un concetto fondamentale in cui credo ciecamente: il buono è contagioso. Quando la gente vede che un posto è amato e tenuto pulito, impara a rispettarlo e si adegua spontaneamente. Nessuno ha il coraggio di buttare una bottiglia dove regna l'ordine.»

Se qualcuno volesse unirsi a voi e dare una mano, cosa serve? C’è un’iscrizione, qualcosa di formale?

«Assolutamente no, siamo un gruppo informale ed aperto ad ogni aiuto, anche il più piccolo: a volte qualche turista che passeggia per la spiaggia ci vede, si unisce a noi anche per pochi minuti, ci aiuta a raccogliere qualcosa e ce lo dà, così, in assoluta libertà. A noi va bene tutto. Seguiteci sulle nostre pagine social "IoRaccolgo.PortoCaleri", venite a trovarci anche solo per una passeggiata ecologica, noi siamo spesso riuniti a pranzo presso la nostra capanna, di fronte al canale che divide Porto Caleri da Albarella: mangiamo col protocollo “porta e offri”, e sono nate così bellissime amicizie.

Per chiudere, Stefano: quale è la lezione imparata da questa esperienza?

Non mi sento di poter insegnare qualcosa a nessuno, ma l’esperienza sin qui maturata ci dà qualche dritta. L’attività di raccolta è utile, ma ancora più utile è l’educazione che questa attività porta con sé, come abbiamo fatto con moltissimi studenti che si sono uniti a noi nelle loro gite scolastiche. Raccolgono con noi, si divertono, gareggiano fra di loro a chi trova più rifiuti, e tornano a casa con la consapevolezza che possono dare il loro contributo per realizzare un mondo, il LORO mondo, migliore.

Ogni cammino, anche il più lungo, comincia col primo passo: non pensate mai che il vostro contributo sia troppo piccolo. Un singolo sacchetto di plastica tolto dalla spiaggia è una tartaruga salvata. E ricordate: non serve aspettare che qualcun altro inizi a cambiare le cose, possiamo farlo noi, un rifiuto alla volta. C’è una bellissima frase di Gandhi con cui vorrei chiudere: “Sii tu il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo”.












Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*