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Un governo piccolo piccolo

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Per una serie di circostanze (per me inusuali), ho seguito le conferenze stampa dei ministri Tajani e Crosetto relative alla crisi in medio oriente. Molti si sono chiesti come mai la presidenta Meloni abbia disertato stampa e parlamento, la ragione è semplice: perché dovrebbe perdere tempo con i parlamentari o con quello che resta della stampa, quando il suo elettorato fatica a interpretare cose più complesse dei post sui social media? I suoi voti vengono da lì, è innegabile.

Ma torniamo ai nostri (sic) ministri degli esteri e della difesa. La coppia evoca già nell’aspetto gli archetipi della comicità pecoreccia, a costo di essere accusato di body shaming non posso non rilevare che Tajani vorrebbe essere il leader della coppia, l’intelligentone corpulento ma tremebondo come una sorta di don Abbondio la cui preoccupazione principale sembra recuperare i connazionali variamente distribuiti nel golfo persico, specie gli anziani (e gli sfortunati giovani?).

Crosetto è un pennellone che rassomiglia a Pippo (Goofy) e anche a “Lissandròn” il burattino degli Appennini emiliani, è sempre un po’ spaesato e fatica persino a fare la spalla di Tajani: si limita alla contabilità bellica, tenta di spiegare quanti missili siano rimasti all’Iran e quante navi si siano spostate nel mediterraneo.

Entrambi si meravigliano della reazione iraniana, a loro dire dissennata e ingiustificata: secondo loro uno stato che è stato aggredito da paesi stranieri in spregio ai principi basilari del diritto internazionale, dovrebbe rassegnarsi al ruolo di cornuto e mazziato. È la logica di Tecoppa, il personaggio popolare milanese, che in un improbabile duello apostrofava l’avversario dicendogli “stai fermo, sennò come faccio a colpirti…”, ma qui l’intento era comico.

Ciò che in realtà emerge dalle miserabili performance di questi due “grandi statisti” è l’assoluta mancanza di qualsiasi elemento ideale o almeno culturale: di fronte a una guerra, a scelte che calpestano il diritto, a civili morti e a condotte temerarie che potrebbero avere conseguenza disastrose, chiudono gli occhi e tentano di rassicurarci come facevano i parroci di provincia. È un governo piccolo piccolo e credo che non sia quello che ci meritiamo.

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