Il Polesine del primo dopoguerra nel nuovo libro di Gino Bedeschi
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Il Polesine del primo dopoguerra nel nuovo libro di Gino Bedeschi

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Il Polesine del primo dopoguerra nel nuovo libro di Gino Bedeschi

Fino al periodo della Grande Guerra il Polesine era stato caratterizzato dal predominio quasi incontrastato degli agrari, all’interno di un territorio prettamente rurale, con una struttura socio-economica fondata sulla presenza di un vasto bracciantato. Se, da un lato, il conflitto mondiale scuote profondamente il paese, e il mondo contadino rimane perlopiù neutralista, nelle campagne ci si rassegna ben presto alla guerra, senza riuscire a creare le basi per una vera opposizione di massa. I sacrifici sopportati dai combattenti al fronte, e più in generale dall’intera popolazione nelle retrovie, nonché le promesse di un profondo rinnovamento sociale, avanzate dalla classe dirigente liberale, con l’obiettivo di tenere unito il paese nell’ultima fase dello sforzo bellico, saranno all’origine delle inquietudini e delle aspirazioni che segnano il dopoguerra. I contadini polesani, diventati in gran parte socialisti, chiedono radicali cambiamenti, mentre l’Agraria pensa di poter continuare a esercitare il proprio dominio come nel passato. In mezzo, specialmente nei centri principali, si colloca un ceto medio che guarda con sempre maggiore ostilità ai primi e teme il diffondersi della sovversione “rossa”. In questo travagliato scenario, lo stato liberale – e la società italiana nel suo complesso – sembrano incapaci di promuovere soluzioni politiche all’altezza dei tempi, lasciando così campo aperto prima alle illusioni e ai timori della minaccia rivoluzionaria, poi al dilagare del fascismo e al colpo di Stato.

E' in questo contesto storico, ancorato al primo Novecento, che si sviluppa la narrazione di Gino Bedeschi nel suo nuovo volume dal titolo "Il Polesine del primo dopoguerra", che sarà presentato lunedì 29 aprile ad Adria in Sala Federighi alle ore 18.00

Dopo i saluti del sindaco, l'incontro sarà introdotto da Paolo Rigoni, referente della biblioteca comunale adriese intitolata a Luigi Groto. Sarà poi il prof. Giuseppe De Santis a dialogare con l'autore.





Gino Bedeschi, laureato in Giurisprudenza e in Storia Contemporanea, collabora come ricercatore con l’IstPolRec (Istituto polesano per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea). Coltiva da sempre lo studio della storia della sua terra, in particolare degli anni cruciali del fascismo. Ha pubblicato un suo intervento nel volume collettaneo a cura di Enrico Biancardi Le Radici della Dolcezza. La bieticoltura e l’industria saccarifera nel Veneto del ‘900 (Minelliana, 2007), Una lunga estate calda. La Resistenza nel Polesine (Minelliana, 2011), il contributo “Il controllo nazi-fascista sull’estremo Delta del Po. Il caso del Comune di Porto Tolle” nel volume a più voci Adria e il Delta dalla distruzione alla ricostruzione. Settembre 1943-dicembre 1945 a cura di Livio Zerbinati (Cierre, 2017) e nel 2018, con Apogeo Editore, A monito e primo esempio. La Repubblica Sociale nel Polesine 1943-1945.