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Cibotto e Marchiori, una vita per l'arte e la cultura

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Nell’anno in cui cade il centenario della nascita di Gian Antonio Cibotto il destino ha voluto che nel corso di un intervento di aggiornamento del fondo archivistico di Giuseppe Marchiori, all’interno di un faldone miscellaneo, contenente diversi scambi epistolari che genericamente erano stati riuniti a tema sotto la voce “Polesine”, riemergesse un fascicolo recante un’intitolazione, scritta di pugno dallo stesso critico lendinarese: G. A. Cibotto. È apparso immediatamente trattarsi di un carteggio tra Marchiori e lo scrittore, che fino ad oggi non era ancora ufficialmente presente nel corposo elenco di oltre 1500 corrispondenti censiti in archivio.

Da questo ritrovamento nasce l'idea di pubblicare un'opera che raccolga il materiale e alcuni contributi che aiutino a conoscere ancora meglio lo scrittore e il critico polesani in quel particolare periodo, piuttosto intenso, della loro vita, a partire dagli anni Cinquanta. Il volume verrà presentato sabato 6 dicembre a Lendinara, alle ore 10.00, alla Cittadella della Cultura, con l'intervento dei curatori Nicola Gasparetto, Sandro Marchioro, Vainer Tugnolo e Diego Crivellari

All'incontro, preceduto dai saluti del sindaco di Lendinara Francesca Zeggio e del presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo Giorgio Lazzarini, interverrà lo scrittore Giancarlo Marinelli. Nell'occasione, sarà presentato il n. 2/2025 della rivista REM.

 




Il carteggio ritrovato tra Gian Antonio Cibotto e il critico d’arte Giuseppe Marchiori, composto complessivamente da 55 missive, ci conduce ai primi anni Cinquanta. Le prime lettere, infatti, anche se non datate, possono essere collocate per il loro contenuto nell’autunno del 1951; poi proseguono con una certa regolarità fino alla primavera del 1952. Dopo un lungo silenzio documentario la corrispondenza riprende fitta dal dicembre del 1958 per arrestarsi definitivamente con la fine del giugno 1959. Scorrendone i contenuti si tratta di intervalli temporali non casuali perché effettivamente coincidono con le stagioni in cui Cibotto assunse due impegni redazionali che incisero non poco nella sua maturazione professionale e nell’allargamento dei suoi orizzonti culturali: il primo con “La Fiera letteraria” di Vincenzo Cardarelli e Diego Fabbri; il secondo con il settimanale “Vita” fondato e diretto da Luigi D’Amato. All’aprirsi di entrambi questi incarichi il neo-redattore volle coinvolgere, nel terreno delle arti figurative, Giuseppe Marchiori, scelta indicativa dell’autorevolezza critica che gli riconosceva. La composizione del fascicolo d’archivio, contrariamente alla casistica più diffusa nei fondi epistolari in cui sono presenti quasi esclusivamente le lettere in arrivo, offre una così cospicua presenza di copie in carta carbone anche delle missive in partenza tale da determinare fra i due interlocutori una quasi equanime paternità dei documenti; abbiamo conseguentemente la possibilità di seguire un concreto dialogo, disponendo di 27 lettere di Marchiori e 25 di Cibotto. Ponendoci l’obiettivo di permettere al lettore di ripercorrerlo integralmente, nei suoi momenti di completa intesa su articoli ed argomenti da trattare nelle due testate ma anche nei passaggi di scambio vivace e non sempre disteso, è stata operata la scelta di riprodurre la sequenza completa delle lettere nella loro interezza inserendo in ordine cronologico quelle mancanti di data ma che per i temi trattati potevano essere adeguatamente posizionate.

Questo il sommario dell'opera:

Le ritrovate radici di un’amicizia - Introduzione di Nicola Gasparetto

Gian Antonio Cibotto, viaggiatore svagato e strambo - Sandro Marchioro

Gli intensi anni Cinquanta di Giuseppe Marchiori - Nicola Gasparetto

Corrispondenza tra Gian Antonio Cibotto e Giuseppe Marchiori

Due Cibotto a confronto - Vainer Tugnolo

Cibotto e gli altri. Nota sul Novecento letterario polesano - Diego Crivellari


Appendice

G. A. Cibotto, Carnet dell’alluvione

G. Marchiori, Palude polesana

G. Marchiori, Modigliani

G. Marchiori, Verità ieratica sottilmente spirituale

G. Marchiori, Vincent Van Gogh

G. Marchiori, L’ottimo e il pessimo pittore

G. Marchiori, Paesaggi di Vincent Van Gogh

G. Marchiori, Gino Rossi. Il pittore d’avanguardia

G. A. Cibotto, Dieci anni dopo

G. A. Cibotto, A Ca’ Dolfin con Marchiori

G. A. Cibotto, Il nobiluomo Marchiori era uno scrittore di razza

Gli articoli di Giuseppe Marchiori sulle riviste oggetto del carteggio con Gian Antonio Cibotto

Gli articoli di Gian Antonio Cibotto su “La Fiera letteraria” nel periodo 1951-1959


Ringraziamenti

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Nicola Gasparetto è direttore della Cittadella della Cultura di Lendinara, istituto che raccoglie sotto di sé la biblioteca civica “Gaetano Baccari”, diversi fondi archivistici e il Museo del Risorgimento. Ha pubblicato una decina di lavori, fra saggi e cataloghi espositivi, soprattutto collegati all’archivio di Giuseppe Marchiori. 

Sandro Marchioro vive ad Adria, è insegnante di materie letterarie in un istituto superiore. È direttore della rivista REM e tra i fondatori dell’omonima associazione.

Vainer Tugnolo si è occupato della storia e del ruolo del Delta nella letteratura e nel cinema. Ha curato incontri pubblici sul tema, promuovendo serate ed eventi e incoraggiando iniziative di sostegno alla formazione di una cultura per il territorio. 

Diego Crivellari è laureato in filosofia, vive a Rovigo e svolge la professione di insegnante. È autore dei libri Scrittori e mito nel Delta del Po, Mistero adriatico e, con Francesco Jori, Giacomo Matteotti, figlio del Polesine e Veneto punto e a capo.

Si ringraziano il Comune di Lendinara e la Fondazione Banca del Monte di Rovigo.


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