Descrizione
La Cittadella della Cultura di Lendinara (RO), istituto custode dell’archivio del critico d’arte Giuseppe Marchiori, ha elaborato un progetto espositivo dedicato al rapporto che legò il pittore e scrittore Carlo Levi al Polesine: un vincolo non episodico, ma radicato e continuo per un ampio arco temporale.
Il nucleo documentario centrale di questa vicenda è costituito dal fascicolo che raccoglie il dialogo epistolare fra Levi e Marchiori, composto complessivamente da sedici lettere. Un confronto di indubbio spessore, dipanatosi nel corso di circa due decenni, che ha tra i suoi momenti salienti i giorni dell’alluvione del 1951 — testimoniati da uno storico reportage di Levi — e le sue ripetute frequentazioni di Lendinara e del Polesine, legate anche alle prime occasioni espositive nel nostro territorio.
Ai nomi che si affiancano a Levi nel dialogo con Marchiori appartengono, fra gli altri, quelli dello scrittore Gian Antonio Cibotto e del poeta e gallerista Livio Rizzi, anch’essi presenti con i propri carteggi nell’archivio lendinarese. Ne emerge un quadro d’insieme che delinea una stagione di particolare vivacità culturale nel Polesine del dopoguerra, di cui Carlo Levi fu presenza ricorrente.
A questo mosaico di relazioni va aggiunto un ulteriore e non trascurabile tassello: nel 1958 Levi accolse nel suo studio l’artista adriese Giampaolo Berto, in veste di aiuto e assistente — una presenza che gli sarebbe rimasta a fianco fino all’ultima, sofferta stagione della sua vita, e la cui importanza fu ricordata dalla stessa compagna di Levi, Linuccia Saba, nella prefazione all’ultimo romanzo dello scrittore, Quaderno a cancelli.
Nella presente pubblicazione, a cui affidiamo il compito di testimoniare e approfondire quanto la mostra ha delineato, trovano spazio — oltre alle opere esposte e ai testi più indicativi delle trame di amicizie intessute da Levi in Polesine — alcuni saggi tematici che abbiamo ritenuto fondamentali per restituire le molteplici vie, tra scrittura, arte e impegno civile, attraverso cui seppe lasciare memoria di sé anche nella terra dei grandi fiumi.